L'influenza è una malattia virale altamente contagiosa che si manifesta principalmente con febbre, dolori muscolari e sintomi respiratori. Determina una sfida di sanità pubblica con un considerevole impatto dal punto di vista epidemiologico, clinico ed economico.
Epidemiologia
Da un punto di vista epidemiologico l'influenza è una malattia epidemica stagionale, tipicamente invernale, con talvolta diffusione pandemica. L'ultima pandemia influenzale si è verificata nel 2009 ed è causata dal virus A H1N1.La trasmissione dei virus influenzali avviene per via aerea, attraverso le goccioline di saliva che vengono diffuse via aerosol dagli individui infetti. La trasmissione può avvenire anche per contatto diretto o attraverso gli oggetti. Un individuo è generalmente infetto dai due giorni precedenti l'esordio dei sintomi a circa cinque giorni dopo.
L'incidenza annuale dell'influenza si attesta attorno al 9% mentre nei più piccoli può arrivare fino al 26%.
L'attività di sorveglianza a livello globale permette di indirizzare la produzione di vaccini verso i ceppi emergenti di nuovi sottotipi influenzali mentre l'impatto economico delle epidemie è dato soprattutto dai costi di gestione delle complicanze, in particolare per alcune categorie di pazienti, e dai costi sociali (per esempio i giorni lavorativi persi).
Eziologia
L'agente eziologico dell'influenza sono i virus influenzali, il cui primo isolamento nell'uomo risale al 1933. I virus influenzali sono una famiglia di virus chiamata con il nome scientifico di Orthomixoviridae, di cui esistono tre tipi che possono infettare l'uomo: A, B e C. Il tipo C ha generalmente una sintomatologia meno rilevante dal punto di vista clinico rispetto agli altri due ed è più simile al raffreddore.Ogni tipo di virus influenzale è a sua volta suddiviso in numerosi sottotipi a seconda della tipologia di emoagglutinine e neuroaminidasi presenti sulla sua superficie. Queste due proteine tendono a mutare rapidamente e ciò permette ai virus influenzali di trovare, di volta in volta, la popolazione di nuovo immunologicamente suscettibile.
Altre complicanze influenzali sono: tonsillite, sinusite, convulsioni (nel bambino con febbre alta), meningite, encefalite e miocardite.
Clinica
I sintomi dell'influenza si manifestano rapidamente, dopo un'incubazione di uno o due giorni. I principali sono: febbre alta con brivido, sintomi respiratori come mal di gola, tosse secca e congestione nasale, dolori muscolari, cefalea, malessere e astenia, fotofobia. Generalmente ha un comportamento autolimitante e una prognosi benigna, sebbene sia responsabile di circa ottomila decessi all'anno in Italia.Complicanze
La principale complicanza dell'influenza è la polmonite virale su cui si può sovrapporre poi anche un'infezione batterica. Una sovrainfezione batterica si può avere anche a livello dell'orecchio, in particolare nei bambini, determinando un'otite.Altre complicanze influenzali sono: tonsillite, sinusite, convulsioni (nel bambino con febbre alta), meningite, encefalite e miocardite.
Le complicanze possono essere particolarmente gravi nelle donne in gravidanza (in cui può dare anche parto prematuro), nei bambini fra i 6 mesi e i 5 anni, negli anziani e nei pazienti obesi.
La radiografia del torace e la valutazione della saturazione possono essere utili nei quadri di polmonite.
Altri meccanismi di prevenzione sono le seguenti misure di igiene: il lavaggio frequente delle mani e l'evitare luoghi affollati.
Sono disponibili due classi di farmaci antivirali attivi contro i virus influenzali: gli inibitori della neuraminidasi (oseltamivir e zanamivir) e gli inibitori della proteina M2 (amantadina e rimantadina). Questi farmaci sono utilizzati solo in casi selezionati e vanno somministrati precocemente.
Nei pazienti affetti da influenza possono essere prescritti antibiotici nel sospetto di sovrainfezioni batteriche, gli antibiotici infatti non sono attivi contro il virus dell'influenza.
Diagnosi
La diagnosi è comunemente basata sulla clinica: i sintomi più gravi e l'andamento epidemico permettono di distinguerla dal raffreddore comune. La diagnosi di certezza tuttavia, avviene solamente con l'isolamento del virus influenzale.La radiografia del torace e la valutazione della saturazione possono essere utili nei quadri di polmonite.
Prevenzione
La vaccinazione è la miglior prevenzione contro l'influenza. L’immunità indotta dal vaccino inizia circa due settimane dopo la somministrazione e declina nell’arco di 6-8 mesi. I vaccini antinfluenzali agiscono di anno in anno contro tre sottotipi virali identificati come i più frequenti sulla base dei vari isolamenti effettuati in centri "sentinella" in tutto il globo.Altri meccanismi di prevenzione sono le seguenti misure di igiene: il lavaggio frequente delle mani e l'evitare luoghi affollati.
Terapia
Nella maggior parte dei casi la terapia è sintomatica, con assunzione di paracetamolo o ibuprofene al bisogno, e di supporto, facendo attenzione a reintegrare i liquidi persi con la sudorazione e le alte temperature.Sono disponibili due classi di farmaci antivirali attivi contro i virus influenzali: gli inibitori della neuraminidasi (oseltamivir e zanamivir) e gli inibitori della proteina M2 (amantadina e rimantadina). Questi farmaci sono utilizzati solo in casi selezionati e vanno somministrati precocemente.
Nei pazienti affetti da influenza possono essere prescritti antibiotici nel sospetto di sovrainfezioni batteriche, gli antibiotici infatti non sono attivi contro il virus dell'influenza.
